Difficoltà di apprendimento: 1a e 2a elementare

1a e 2a elementare: difficoltà di apprendimento

Nonostante spesso venga sottovalutato, alcune difficoltà possono riscontrarsi già dall'inizio delle elementari

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“Impiega molto tempo per fare i compiti”, “Se non lo si aiuta non fa nulla”, “A scuola non riesce come i suoi compagni, c’è qualcosa che non va”. Queste sono alcune frasi di genitori che osservano i propri figli nei compiti pomeridiani. Ma perché alcuni bambini sembrano avere, fin da subito, più difficoltà di altri? Questo potrebbe dipendere da molte variabili, tra cui l’ambiente scolastico, quello familiare e infine quello personale; rispetto quest’ultimo, non rientra solo il carattere ma anche il profilo cognitivo del bambino: quanto riesce a stare attento? Quanto è rapido? Quanto ricorda facilmente quello che sente o quello che vede? Quanto riesce a trovare delle strategie per aggirare ciò in cui riesce meno? Quanto è difficoltoso l’apprendimento della lettura, della scrittura o del calcolo?

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Conoscere il livello del bambino rispetto alle caratteristiche appena elencate permette di capire come queste influenzino il suo rendimento scolastico e, se individuate precocemente, la loro conoscenza consente di intervenire per potenziarle per evitare che si consolidino nel tempo.

Ma come fare a sapere se ci sono queste problematiche?  Attraverso una visita chiamata Valutazione Neuropsicologica che consente di indagare tutti gli aspetti sopraelencati attraverso colloqui, osservazione diretta e utilizzo di test standardizzati. Sulla base dei risultati ottenuti si potrà poi pianificare un percorso per migliorare l’attenzione, la memoria, l’apprendimento o in generale le capacità che risultano più deboli.  Infine, è importante ricordare che tutti i dati raccolti dalla Valutazione Neuropsicologica possono essere consegnati alla scuola, la quale può mettere in campo degli strumenti che facilitino l’apprendimento scolastico (fornire più tempo, dare meno compiti dello stesso tipo, utilizzare quaderni con righe colorate ecc.); questo è possibile grazie alla Circolare Ministeriale n. 8 del 2013 riguardante i Bisogni Educativi Speciali (BES), la quale consente alla scuola di creare un Piano Didattico Personalizzato (PDP) con gli strumenti sopracitati.

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